Negli ultimi quindici giorni, vaste aree boschive dell’Unione Europea, in particolare in Spagna e Portogallo, sono state colpite da incendi di proporzioni mai viste prima. Dal 5 al 19 agosto sono stati bruciati complessivamente cinquecentoottantasettemila ettari di foresta, superando i trecentottantamila ettari persi in tutto il periodo tra l’inizio dell’anno e il 5 agosto. Questo aumento impressionante preoccupa sia le autorità che la popolazione locale, che si trova a fronteggiare le conseguenze di una simile emergenza ambientale.
Gli esperti attribuiscono questo drammatico incremento degli incendi alle persistenti ondate di caldo e alle negligenze di origine umana, fattori che aumentano considerevolmente il rischio di focolai. In Spagna si stanno combattendo trenta diversi incendi attivi, mentre in Portogallo sei regioni stanno ancora cercando di domare le fiamme. Secondo i dati del Sistema Europeo d’Informazione sugli Incendi Forestali, nell’UE sono già andati in fumo novecentosessantasettemila ettari fino al 19 agosto, ovvero circa quattro volte la superficie bruciata l’anno scorso nello stesso periodo.
In Grecia, tra il 5 e il 19 agosto, sono andati persi ventiseimila seicentodue ettari di bosco, con un totale annuale che ha raggiunto i quarantaseimila centosessantadue ettari. Nello stesso intervallo, in Portogallo sono stati distrutti centoseimila cinquecentoventitré ettari, che portano il totale annuo a duecentoquarantasettemila quattrocentonovantatré ettari. In Spagna, gli incendi hanno devastato trecentotrentasettemila duecentosei ettari in due settimane, e anche in Italia e Francia si registrano perdite significative, con gravi impatti sull’ambiente, la biodiversità e le comunità locali.

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