Secondo l’ultimo rapporto di valutazione preparato per il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, il riscaldamento globale sta avanzando più rapidamente del previsto e, nei prossimi decenni, i danni economici potrebbero raggiungere ogni anno migliaia di miliardi di euro. Lo studio, che ha coinvolto circa 300 scienziati e esperti provenienti da 82 paesi, rappresenta una delle analisi ambientali più complete degli ultimi anni e sottolinea come i cambiamenti climatici, l’inquinamento, la perdita di biodiversità e il degrado del suolo siano crisi profondamente interconnesse.
Gli esperti sottolineano che, con il ritmo attuale, si rischia di allontanarsi ulteriormente dagli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi. La ricerca mette in evidenza che un milione delle otto milioni di specie animali e vegetali del pianeta sono a rischio estinzione, e tra il 20% e il 40% delle terre emerse nel mondo si trova in condizioni critiche. Ogni anno, l’inquinamento ambientale provoca circa nove milioni di morti precoci, mentre i costi sanitari dovuti solo all’inquinamento atmosferico raggiungono circa 7 trilioni di euro, pari al 6% dell’economia globale. In Europa sono stati registrati miglioramenti della qualità dell’aria grazie a legislazioni più severe e a un maggiore utilizzo delle energie rinnovabili.
Il rapporto evidenzia la necessità di cambiare i comportamenti sociali, incentivare le innovazioni tecnologiche e attuare politiche pubbliche forti per risolvere le crisi ambientali. Gli scienziati sollecitano i governi a porre fine agli incentivi per le attività inquinanti e ad aumentare le soluzioni sostenibili e le regolamentazioni finanziarie. Le Nazioni Unite chiedono un cambiamento nelle politiche che vada oltre la semplice crescita economica e metta al centro il benessere delle persone. Tuttavia, nonostante gli avvertimenti della comunità scientifica, alcuni paesi minimizzano ancora l’importanza della crisi ambientale, mentre il capitolo riassuntivo del rapporto indirizzato ai decisori politici non è stato pubblicato per mancanza di consenso su temi delicati come i combustibili fossili e la plastica. Il futuro sostenibile richiede, secondo gli esperti, l’impegno congiunto di governi, settore privato e cittadini.

Lascia un commento