L’annuncio degli Stati Uniti di introdurre un dazio doganale del cinquanta per cento sul caffè importato dal Brasile ha causato un’impennata immediata dei prezzi, in particolare per la varietà Arabica. Nelle contrattazioni in borsa a New York, il prezzo dei future sull’Arabica ha registrato un aumento superiore al tre virgola cinque per cento in una sola giornata. La nuova tariffa entrerà ufficialmente in vigore a partire dal primo agosto 2025.
Il presidente americano Donald Trump ha giustificato la decisione con un messaggio ufficiale inviato al presidente brasiliano Lula da Silva tramite i canali social, accusando il Brasile di minare le elezioni libere e la libertà di espressione degli americani. Secondo Trump, queste presunte minacce avrebbero reso necessarie le restrizioni commerciali, tra cui le nuove tasse sulle importazioni di caffè.
Secondo Giuseppe Lavazza, amministratore delegato dell’omonimo grande gruppo italiano, i dazi sui prodotti europei non influiranno direttamente sul mercato statunitense del caffè. Tuttavia, ha precisato che restrizioni verso paesi produttori come Brasile e Vietnam avranno un impatto diretto sui prezzi per i consumatori americani, che potrebbero dover affrontare rincari significativi nel prossimo futuro.

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