Nuove proposte su dazi e sanzioni UE verso Israele per le operazioni nella Striscia di Gaza

La Commissione Europea ha presentato agli Stati membri nuove proposte di sanzioni economiche e politiche nei confronti di Israele, a seguito delle operazioni militari condotte nel territorio della Striscia di Gaza. Tra le misure proposte figurano la sospensione dei vantaggi commerciali previsti dall’Accordo di Partenariato del 2000 e l’introduzione di dazi doganali su alcuni prodotti importati da Israele. Qualora il partenariato venisse sospeso, il commercio europeo si vedrebbe applicare circa 220 milioni di euro di dazi aggiuntivi l’anno su alcune merci israeliane.

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva già anticipato queste nuove misure durante il suo recente discorso sullo Stato dell’Unione. Le proposte saranno ora sottoposte al voto degli Stati membri: per le misure commerciali sarà necessaria la maggioranza qualificata, mentre per le sanzioni individuali servirà l’unanimità. Tra i soggetti colpiti dai provvedimenti figurano coloni israeliani violenti, ministri di estrema destra e membri di Hamas, oltre alla sospensione temporanea degli aiuti finanziari bilaterali.

L’Alta rappresentante per gli Affari esteri dell’UE Kaja Kallas ha dichiarato che l’obiettivo non è punire Israele, ma migliorare la situazione umanitaria a Gaza e spingere il governo israeliano a cambiare rotta. Kallas ha sottolineato come la situazione nella Striscia peggiori di giorno in giorno, richiamando la necessità di agire con fermezza. Intanto, una commissione indipendente delle Nazioni Unite ha accusato Israele di genocidio a Gaza dall’ottobre 2023, mentre la Commissione Europea ha rinnovato l’appello per un cessate il fuoco dopo l’attacco mortale avvenuto a Gerusalemme.

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