Prezzi energetici alti in Europa: la strategia punta sulla produzione a basse emissioni

I prezzi dell’energia continuano a rimanere a livelli critici nell’Unione Europea, colpendo sia la competitività dell’industria sia il benessere delle famiglie. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, intervenendo al Parlamento Europeo di Strasburgo, ha sottolineato come la dipendenza dai combustibili fossili importati e le fluttuazioni globali del mercato siano alla base dell’aumento dei costi energetici.

Alla vigilia del vertice del Consiglio Europeo di Bruxelles, von der Leyen ha indicato che tra i temi centrali che i leader affronteranno ci saranno la competitività, l’abitare a prezzi sostenibili e il costo dell’energia. Come soluzione, ha proposto di aumentare la produzione di energia locale e a basse emissioni, come quella solare, eolica, idroelettrica, geotermica e nucleare. Tuttavia, ha evidenziato che non solo la dipendenza dalle importazioni, ma anche infrastrutture obsolete e tasse elevate contribuiscono alla crescita dei prezzi: secondo i dati della Commissione, le tasse rappresentano il 34% delle spese energetiche delle aziende e il 42% delle bollette domestiche, mentre l’industria paga sulle forniture elettriche una pressione fiscale 15 volte maggiore rispetto al gas naturale.

Von der Leyen ha annunciato che la Commissione Europea sta lavorando su nuove iniziative per modernizzare e migliorare la rete elettrica, prevedendo anche una riallocazione dei fondi della politica di coesione verso investimenti nelle infrastrutture energetiche. Pur riconoscendo che l’Europa, nel breve periodo, non può ancora rinunciare a gas e petrolio, ha ribadito che queste fonti non devono essere considerate un vantaggio competitivo per industrie o consumatori. “Le nostre industrie e famiglie non possono più aspettare: hanno bisogno di energia a prezzi accessibili, ora”, ha concluso von der Leyen.

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