Uno su cinque fuori dal mercato del lavoro: il rapporto sulla sfida occupazionale UE

Secondo il rapporto 2025 della Commissione Europea su occupazione e sviluppo sociale, circa 51 milioni di persone, ovvero un abitante su cinque dell’Unione Europea, rimangono ancora al di fuori del mercato del lavoro. Tra questi, prevalgono donne, persone tra i 55 e i 64 anni, migranti e persone con disabilità. Il documento evidenzia che una maggiore integrazione di questi gruppi potrebbe compensare la perdita di forza lavoro dovuta ai cambiamenti demografici e ridurre la carenza di personale qualificato in molti settori.

L’obiettivo fissato dall’UE è di portare il tasso di partecipazione al lavoro al 78% entro il 2030, ma persistono ancora forti disparità. La partecipazione femminile è inferiore di circa 10 punti percentuali rispetto a quella maschile: su 32 milioni di donne al di fuori del mercato del lavoro, la maggior parte indica la cura della casa e dei figli, i servizi insufficienti per l’infanzia e sistemi fiscali e previdenziali disincentivanti come cause principali. Il rapporto mette in evidenza come migliorare i servizi di assistenza all’infanzia possa aumentare l’occupazione femminile in alcuni Paesi anche del 30% e incrementare il PIL dell’UE dell’1,7%.

Le criticità riguardano anche altre categorie vulnerabili. Per esempio, oltre 7 milioni di migranti restano esclusi dal lavoro a causa di barriere linguistiche, difficoltà nel riconoscimento delle qualifiche, discriminazioni e ostacoli burocratici, con un rischio povertà del 38%. Sul fronte delle persone con disabilità, solo il 56,4% tra gli adulti in età lavorativa lavora, a fronte dell’84% delle persone senza disabilità. Gli esperti suggeriscono misure come la formazione professionale, incentivi fiscali, supporto per la ricerca di lavoro, programmi specifici di assunzione e normative più inclusive come strumenti chiave per aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e favorire la coesione sociale.

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