Nel Nord globale, i livelli di cıva negli animali artici continuano a crescere nonostante le riduzioni

Secondo uno studio recente condotto da scienziati danesi, sebbene a livello globale le emissioni di mercurio registrino una diminuzione da anni, nella regione artica si osserva un aumento costante dei livelli di mercurio negli animali. Gli studiosi hanno individuato negli oceani e nelle loro correnti un fattore chiave, sottolineando che queste correnti trasportano il mercurio verso il Polo Nord molto più di quanto ipotizzato in passato. Questo trasporto può durare decenni o persino secoli, permettendo al mercurio di continuare ad accumularsi nella zona nonostante misure restrittive a livello internazionale.

I ricercatori hanno analizzato oltre settecento campioni ambientali raccolti in più di quarant’anni per questa indagine approfondita. Sono stati presi in esame animali artici quali orsi polari, foche e pesci, oltre a vari campioni di suolo. Attraverso lo studio delle impronte chimiche degli isotopi di mercurio, è stato possibile determinare la provenienza e i percorsi di trasporto del metallo pesante: le acque dell’Atlantico contribuiscono al carico di mercurio nella zona centro-occidentale della Groenlandia, mentre altre aree sono maggiormente influenzate dalle correnti dell’Oceano Artico.

Gli esperti mettono in guardia sui gravi effetti neurotossici del mercurio, specialmente per le comunità locali che tradizionalmente si nutrono di mammiferi marini. Si sottolinea che, a causa del lento movimento del mercurio attraverso gli oceani, gli effetti di accordi globali come la Convenzione di Minamata potrebbero risultare poco evidenti nel breve termine. La ricerca proseguirà nei prossimi anni nell’ambito di vari progetti internazionali per monitorare costantemente la situazione.

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