Autore: admin

  • Paesi Bassi vietano ingresso a ministri israeliani e annunciano nuove sanzioni per la crisi di Gaza

    Paesi Bassi vietano ingresso a ministri israeliani e annunciano nuove sanzioni per la crisi di Gaza

    Il governo olandese ha convocato l’ambasciatore israeliano in seguito agli ultimi sviluppi a Gaza e ha annunciato che non permetterà l’ingresso nel Paese di due ministri israeliani, Smotrich e Ben-Gvir, dichiarandoli persone non gradite. La ministra degli Esteri Veldkamp ha inoltre inviato una lettera al parlamento per informare che l’Olanda sta esercitando pressione su Israele affinché rispetti il diritto umanitario internazionale, dopo aver discusso la questione anche con altri leader europei tra cui il cancelliere tedesco.

    Tra le misure decise e comunicate pubblicamente ci sono importanti restrizioni sulle licenze di esportazione di armi verso Israele. Inoltre, la ministra Veldkamp ha annunciato un contributo straordinario di un milione e mezzo di euro alle Nazioni Unite e tre milioni di euro alla Croce Rossa per favorire l’arrivo di aiuti umanitari via terra nella Striscia di Gaza. L’Olanda continua anche a spingere a livello europeo perché venga sospesa la parte commerciale dell’accordo di partenariato UE-Israele.

    Al termine di una riunione straordinaria al Catshuis, il premier Schoof ha dichiarato che il governo sta lavorando sia su iniziative autonome sia su ulteriori sanzioni in coordinamento con l’Unione Europea. Nel frattempo il presidente israeliano Herzog ha definito «un grave errore» la posizione dell’Olanda, ma ha sottolineato che gli sforzi umanitari verso Gaza continueranno. Domani è previsto un nuovo confronto sul futuro della cooperazione tra Israele e UE.

  • Bruxelles propone sospendere la partecipazione di Israele a un programma europeo di innovazione

    Bruxelles propone sospendere la partecipazione di Israele a un programma europeo di innovazione

    La Commissione Europea ha avanzato una proposta per limitare parte della cooperazione scientifica con Israele, dopo ventuno mesi di esitazione. In particolare, si valuta la sospensione della partecipazione di Israele al programma di ricerca e innovazione Horizons dell’Unione Europea. Questa decisione arriva in risposta agli scontri in corso a Gaza e all’attacco del sette ottobre.

    Secondo quanto spiegato dalla Commissione, la proposta si concentra soprattutto sull’acceleratore del Consiglio Europeo per l’Innovazione. Questo programma sostiene startup e aziende attive in tecnologie a doppio uso, come intelligenza artificiale, cybersicurezza e droni, comparti che possono essere utilizzati sia in ambito civile che militare. La difficoltà nel distinguere una destinazione d’uso esclusivamente civile o militare complica ulteriormente la questione.

    Affinché la proposta diventi operativa, serve ora il via libera degli Stati membri dell’Unione Europea. Con questa iniziativa, Bruxelles compie il primo passo concreto per riconsiderare il proprio sostegno scientifico a Israele, alla luce delle operazioni militari in corso a Gaza.

  • Migliaia di animali abbandonati e nuovi provvedimenti per tutelare cani e gatti senza dimora

    Migliaia di animali abbandonati e nuovi provvedimenti per tutelare cani e gatti senza dimora

    In Italia il numero effettivo di animali senza proprietario rimane incerto, ma secondo i dati ufficiali decine di migliaia tra cani e gatti vengono abbandonati in rifugi sovraffollati o per strada. La mancanza di registri aggiornati da parte del Ministero e l’assenza o l’incompletezza delle segnalazioni da molti comuni rendono impossibile stilare una cifra certa su scala nazionale, per cui le stime si basano esclusivamente su rilevazioni di associazioni e organizzazioni specializzate.

    Nel 2022, le autorità hanno comunicato l’ingresso in canili sanitari di 67.567 cani e l’arrivo di 22.040 animali in altri rifugi. A livello nazionale, le adozioni di gatti hanno toccato quota 76.000, mentre si stima che tra 600.000 e 700.000 animali vivano tuttora per le strade. Nelle regioni meridionali, in particolare, i cani randagi fanno ormai parte della quotidianità.

    A partire da quest’estate entrerà in vigore la nuova legge Brambilla, che prevede pene fino a un anno di carcere e multe fino a diecimila euro per chi abbandona il proprio animale. Qualora l’abbandono avvenga lungo le strade, la sanzione si aggrava e può portare anche al ritiro della patente per dodici mesi. Gli esperti sottolineano la necessità di misure ancora più incisive e di una maggiore sensibilizzazione affinché il fenomeno venga realmente contrastato.

  • Allarme globale per il virus Chikungunya: cinque miliardi a rischio secondo l’OMS

    Allarme globale per il virus Chikungunya: cinque miliardi a rischio secondo l’OMS

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato la rapida diffusione del virus Chikungunya trasmesso dalle zanzare, invitando a prendere tempestivamente misure preventive in molte regioni del mondo. Secondo l’OMS, sono tornati segnali simili a quelli che precedettero la grande epidemia nell’Oceano Indiano vent’anni fa, lasciando presagire il rischio imminente di una nuova crisi su larga scala.

    Le autorità hanno dichiarato che finora il virus è stato individuato in centodiciannove paesi, esponendo circa cinque miliardi e mezzo di persone a potenziale rischio di contagio. Il Chikungunya può causare febbre alta e forti dolori articolari, e in alcuni casi può risultare fatale. La minaccia resta forte in Africa, Asia ed Europa, con segnalazioni di casi sia importati sia autoctoni, in particolare nel continente europeo.

    Secondo l’OMS, a preoccupare è anche l’impatto dei cambiamenti climatici, che favoriscono la diffusione delle specie di zanzare verso nord e potrebbero amplificare l’epidemia. Gli esperti di salute pubblica rinnovano l’appello all’adozione di misure di protezione individuale e all’eliminazione dei luoghi dove le zanzare possono riprodursi, sottolineando l’importanza della prevenzione per contenere la diffusione del virus.

  • I rischi psicologici degli smartphone precoci nei bambini, nuovo allarme dagli esperti

    I rischi psicologici degli smartphone precoci nei bambini, nuovo allarme dagli esperti

    Una recente ricerca pubblicata su una rivista di rilievo nel campo dello sviluppo umano ha rivelato che i bambini che possiedono uno smartphone prima dei tredici anni hanno una probabilità significativamente maggiore di sviluppare problemi di salute mentale nell’adolescenza e nella giovane età adulta. Secondo i risultati, tra questi ragazzi si registrano più frequentemente pensieri suicidari, episodi di rabbia, distacco dalla realtà, difficoltà nel mantenere l’equilibrio emotivo e una maggiore carenza di autostima. Gli esperti sottolineano che la precoce esposizione ai social media ha effetti negativi, mentre tra gli altri fattori pesano anche il cyberbullismo, i disturbi del sonno e il peggioramento della comunicazione familiare.

    Nel quadro dello studio, che ha coinvolto più di centomila giovani da tutto il mondo attraverso il Global Mind Project, i ricercatori hanno utilizzato un questionario psicologico specializzato per valutare il benessere sociale, emotivo, cognitivo e fisico dei partecipanti. Il focus principale era rivolto alla salute mentale della generazione Z, la prima a crescere sin dall’infanzia e dall’adolescenza con lo smartphone sempre a portata di mano.

    La dottoressa Tara Thiagarajan, autrice principale dello studio, ha sottolineato che i risultati sono sorprendentemente chiari e che la mente giovane è particolarmente vulnerabile negli ambienti digitali. Considerando gli effetti dannosi di un uso precoce degli smartphone, molti esperti suggeriscono di vietare l’accesso a questi dispositivi e ai social media ai minori di tredici anni, adottando un approccio simile a quello delle restrizioni su alcol e tabacco. Francia, Olanda, Italia, Nuova Zelanda e alcuni stati degli Stati Uniti hanno già introdotto limiti all’uso del telefono nelle scuole.

  • Von der Leyen e Trump pronti al vertice sulle tariffe, attesa una possibile svolta

    Von der Leyen e Trump pronti al vertice sulle tariffe, attesa una possibile svolta

    La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che domenica prossima incontrerà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Scozia per un vertice considerato cruciale. Al centro della discussione ci sarà la tassa doganale del trenta per cento introdotta dagli Stati Uniti su diversi prodotti importati dall’Europa, una misura che ha inasprito i rapporti commerciali tra le due sponde dell’Atlantico.

    Dopo aver sentito telefonicamente Trump, von der Leyen ha confermato la riunione tramite un post su X, sottolineando la rilevanza dell’incontro. Da parte sua, Trump ha dichiarato che la possibilità di raggiungere un nuovo accordo commerciale con l’Unione Europea è del cinquanta per cento. Il vertice viene interpretato dagli osservatori come l’ultima opportunità per trovare una soluzione prima della cruciale scadenza fissata per agosto.

    Poco prima del vertice, von der Leyen farà anche una tappa in Cina per un importante intervento, fatto che ha suscitato molte interpretazioni dietro le quinte. Secondo alcune fonti, questo gesto potrebbe essere un tentativo di influenzare positivamente la posizione americana. L’Unione Europea spera di riuscire a ottenere almeno una riduzione dei dazi doganali o, nell’ipotesi migliore, una possibile intesa domenica.

  • Nei Paesi Bassi si lavora più anni che altrove in Europa, ma resta alto il benessere

    Nei Paesi Bassi si lavora più anni che altrove in Europa, ma resta alto il benessere

    La durata media della vita lavorativa nei Paesi Bassi è la più lunga dell’Europa. Secondo gli ultimi dati diffusi da Eurostat, una persona nei Paesi Bassi lavora in media quarantatre virgola otto anni, cioè circa sei anni in più rispetto alla media europea.

    In particolare, nei Paesi Bassi molti giovani iniziano a lavorare già durante il periodo di formazione. Questo fenomeno fa sì che il tasso di partecipazione al mercato del lavoro nella fascia di età tra i venti e i sessantaquattro anni sia altissimo, raggiungendo l’ottantatre virgola cinque per cento della popolazione.

    Nonostante una vita lavorativa così lunga, gli olandesi godono di una situazione economica relativamente favorevole anche dopo il pensionamento. Infatti, in media una famiglia olandese mantiene circa il settantotto per cento del proprio reddito da lavoro attraverso la pensione e i risparmi aggiuntivi, posizionandosi al di sopra della media europea.

  • Aktif TV si prepara al lancio delle trasmissioni in arabo e in ebraico per tutta l’Europa

    Aktif TV si prepara al lancio delle trasmissioni in arabo e in ebraico per tutta l’Europa

    Il presidente di Aktif Media, Suat Bezeng, ha annunciato che Aktif TV ha completato con successo i test iniziali per le trasmissioni in arabo e in ebraico. Bezeng ha sottolineato che i contenuti sull’attualità europea, originariamente prodotti in turco, saranno ora diffusi anche in queste due lingue, consentendo così un maggiore coinvolgimento di diverse comunità linguistiche.

    Nella stessa dichiarazione, Bezeng ha spiegato che la rete ha già iniziato a trasmettere attivamente in dieci lingue, mentre per alcune altre sono ancora in corso le fasi di test. Bezeng ha evidenziato risultati importanti, soprattutto in bulgaro, francese, fiammingo e inglese, dove il canale ha già raggiunto un numero significativo di seguaci e una vasta audience.

    Guardando al futuro, Bezeng ha fissato un obiettivo ambizioso: arrivare ad almeno 500 milioni di persone ogni mese entro il prossimo anno. Concludendo con una nota di grande fiducia, Bezeng ha sottolineato la capacità dell’emittente di mantenere vive persino lingue morte, affermando la determinazione dell’azienda a espandere la propria influenza globale.

  • Raccolto anticipato e alto rendimento, ma gli agricoltori belgi restano delusi dai prezzi bassi

    Raccolto anticipato e alto rendimento, ma gli agricoltori belgi restano delusi dai prezzi bassi

    In Belgio la stagione del raccolto è iniziata prima del solito, e in questi giorni i campi sono animati dal lavoro frenetico degli agricoltori. Le condizioni climatiche favorevoli hanno permesso un rendimento dei cereali particolarmente alto quest’anno, facendo sperare il settore per un’annata positiva. Tuttavia, molti produttori si dichiarano delusi perché i ricavi non rispecchiano la grande quantità raccolta a causa dei prezzi di vendita troppo bassi.

    Alcuni coltivatori stanno affrontando una vera corsa contro il tempo per riuscire a portare a termine la raccolta prima dell’arrivo delle piogge. Per preservare la qualità dei cereali, gli agricoltori sono costretti a lavorare per molte ore consecutive. Sullo sfondo, però, il mercato globale sta vivendo un periodo di forte instabilità e le quotazioni del grano sono ai minimi, addirittura inferiori ai costi di produzione.

    Per far fronte a questa situazione, diversi produttori stanno adottando strategie come la vendita frazionata durante l’anno, al fine di minimizzare i rischi. Nonostante gli sforzi, la combinazione di costi in aumento e prezzi bassi alimenta una crescente preoccupazione nel settore agricolo belga. Gli agricoltori temono che le prossime settimane possano portare addirittura ulteriori ribassi nelle quotazioni, aggravando così le difficoltà.

  • Francesi in crescita tra i lavoratori stranieri in Belgio, record raggiunto nell’estate duemilaventiquattro

    Francesi in crescita tra i lavoratori stranieri in Belgio, record raggiunto nell’estate duemilaventiquattro

    Negli ultimi anni, la maggior parte delle persone che si trasferiscono in Belgio per lavoro proviene dalla Francia. Secondo le ultime analisi basate sui dati raccolti dall’Istituto Nazionale di Assicurazione Sanitaria e da SD Worx, il numero di lavoratori francesi è in costante crescita, raggiungendo 39.252 unità al 30 giugno 2024.

    I lavoratori francesi rappresentano attualmente il settantasei per cento di tutti i lavoratori stranieri in Belgio e sono l’unico gruppo ad aver registrato un aumento negli ultimi cinque anni. Per contro, la presenza dei lavoratori olandesi si attesta al ventuno per cento, mentre quella dei tedeschi e dei lussemburghesi rimane rispettivamente al due e all’uno per cento.

    Parallelamente, il numero di cittadini belgi che lavorano all’estero è in diminuzione, con la diminuzione più marcata osservata nei Paesi Bassi. Tuttavia, il Lussemburgo emerge come la destinazione più popolare per i lavoratori belgi, con una crescita del nove per cento in questo settore.