Lotta ai rischi degli incendi di auto elettriche: una sfida crescente nei Paesi Bassi

In Olanda cresce rapidamente l’utilizzo delle auto elettriche, ma le squadre dei vigili del fuoco affrontano grandi difficoltà nello spegnere gli incendi che coinvolgono questi veicoli. Diversi episodi recenti hanno dimostrato che gli incendi nelle auto elettriche durano di più e sono più pericolosi rispetto a quelli dei veicoli tradizionali. Esempi eclatanti sono stati l’evacuazione di un supermercato a Enschede dopo l’incendio di un’auto elettrica nel parcheggio e il grave rogo scoppiato sulla nave cargo Morning Midas nell’Oceano Pacifico, che hanno riportato il tema all’attenzione pubblica.

Spegnere un incendio su un’auto elettrica è particolarmente complicato perché i pacchi batteria si trovano in punti difficilmente accessibili sotto il veicolo e sono formati da numerose celle collocate strette tra loro. Questo provoca un effetto a catena: se una cella prende fuoco, il rischio che le altre facciano lo stesso è altissimo, prolungando enormemente la combustione. Inoltre, i fumi prodotti sono tossici, altamente infiammabili e potenzialmente esplosivi, ulteriore fonte di preoccupazione.

Secondo il NIPV, l’Istituto Olandese per la Sicurezza Pubblica, nel 2024 i casi di incendio che coinvolgono veicoli elettrici sono cresciuti del 10% rispetto all’anno precedente. Sul totale di 356 casi, 221 hanno coinvolto l’auto e un quarto le batterie stesse. Il NIPV sottolinea che l’innesco spontaneo delle batterie è raro; la maggior parte degli incendi deriva da cablaggi difettosi o da atti di vandalismo. Per fronteggiare queste emergenze, si stanno sperimentando nuove tecniche, come il sistema UHD che fora il pacco batteria per iniettarvi acqua, ma richiede molta competenza. Nel frattempo, aumentano le proposte di vietare le auto elettriche nei parcheggi sotterranei, anche se la soluzione preferita da molti esperti resta ripensare la sicurezza e il design delle autorimesse, visto che dal 2035 in Europa saranno vietate le nuove auto a benzina.

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