In Belgio, è scoppiata una polemica riguardante la società elettrica Fluvius e l’agenzia di recupero crediti Alektum, entrambe finite sotto accusa per aver inviato a diverse imprese bollette senza firma né approvazione. Secondo quanto emerso, Fluvius avrebbe aperto abbonamenti e inviato fatture senza il consenso o la conoscenza delle aziende coinvolte e, in caso di mancato pagamento, Alektum avrebbe intrapreso direttamente azioni di riscossione coattiva.
Le imprese colpite hanno segnalato che, qualora non vengano saldate le fatture contestate, Alektum avvia immediatamente procedimenti di sequestro, senza alcun preavviso o comunicazione preventiva. Questo modus operandi sta alimentando il malcontento nei confronti di Fluvius, già duramente criticata dall’opinione pubblica per la mancanza di trasparenza e controlli adeguati.
Un aspetto particolarmente preoccupante è che abbonamenti vengono spesso attivati da terzi senza alcuna verifica da parte di Fluvius, permettendo così l’apertura di rapporti contrattuali non voluti dalle aziende. Di conseguenza, le imprese si trovano a dover affrontare procedure di riscossione e costi legali senza aver mai richiesto il servizio. Gli esperti sottolineano la necessità di accertare l’origine delle fatture e la correttezza delle procedure di riscossione, per garantire la tutela dei diritti delle parti coinvolte.

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