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  • L’Europarlamento approva nuove regole per rafforzare i diritti degli stagisti europei

    L’Europarlamento approva nuove regole per rafforzare i diritti degli stagisti europei

    La Commissione per l’Occupazione e gli Affari Sociali del Parlamento Europeo ha compiuto un passo importante verso il miglioramento delle condizioni lavorative degli stagisti in tutta l’Unione Europea. Durante la votazione, la proposta di rafforzamento delle misure presentata lo scorso anno dalla Commissione Europea è stata approvata con 42 voti a favore, mentre 9 membri si sono espressi contro e 6 si sono astenuti.

    Secondo i parlamentari europei, i tirocini dovranno avere una durata definita e rappresentare un reale collegamento tra la formazione e l’ingresso nel mondo del lavoro. Le nuove regole includeranno tutti i tirocini non obbligatori per l’ottenimento di crediti accademici o non equivalenti all’apprendistato. Gli stagisti dovranno firmare un accordo scritto dettagliato che specifichi retribuzione, mansioni, obiettivi di apprendimento, diritti e doveri. La durata massima dei tirocini sarà di sei mesi, salvo proroghe motivate, e verranno garantiti copertura sociale, assicurazione sanitaria, ammortizzatori sociali e contributi pensionistici.

    Per evitare che gli stagisti sostituiscano la forza lavoro regolare, sono stati fissati criteri riguardanti il divieto di tirocini consecutivi o ripetuti presso lo stesso datore e l’obbligo di informare le autorità nazionali, su richiesta, in merito al numero, alla durata e alle condizioni degli stage. Dopo l’appello dello scorso giugno affinché la Commissione Europea presentasse una proposta legislativa, il testo sarà votato dalla Plenaria del Parlamento a ottobre. Tuttavia, si prevede che le trattative con i Paesi membri dell’UE saranno complesse, dato che – secondo la relatrice Alicia Homs – le attuali posizioni dei governi nazionali sono ancora inaccettabili per il Parlamento Europeo.

  • Europa, attacco informatico colpisce i principali aeroporti: ritardi, cancellazioni e disagi diffusi

    Europa, attacco informatico colpisce i principali aeroporti: ritardi, cancellazioni e disagi diffusi

    Diversi tra i principali aeroporti europei stanno affrontando da due giorni ritardi e disagi a causa di attacchi informatici che hanno colpito i sistemi di gestione dei voli. Aeroporti come Berlino, Bruxelles, Dublino e Londra hanno comunicato che i problemi tecnici stanno rallentando le operazioni di check-in e causando lunghe code ai banchi passeggeri.

    Secondo gli esperti, l’origine di questi disservizi sarebbe una vasta offensiva informatica contro Collins Aerospace, un’azienda americana il cui software viene utilizzato in numerosi aeroporti europei. Rappresentanti della società hanno confermato che sono in corso “scompensi informatici” sui propri sistemi e che l’attacco sta ancora avendo effetti sulle procedure di volo e sull’assistenza ai viaggiatori.

    A Berlino sono stati segnalati tempi di attesa più lunghi e la cancellazione di quattro voli, oltre a ritardi per molti altri; i passeggeri sono stati invitati, dove possibile, a fare il check-in online o tramite i chioschi automatici. Anche a Bruxelles si sono formate lunghe file, con almeno dieci voli cancellati e altri diciassette in forte ritardo, mentre Heathrow ha confermato che i suoi problemi sono collegati proprio all’attacco contro Collins Aerospace. Nonostante tutto, le modifiche sostanziali alle programmazioni dei voli restano, per ora, limitate, ma non è chiaro quando la situazione potrà tornare alla normalità.

  • Sicurezza informatica: quarantacinque voli coinvolti dall’attacco hacker all’aeroporto nazionale

    Sicurezza informatica: quarantacinque voli coinvolti dall’attacco hacker all’aeroporto nazionale

    All’aeroporto di Bruxelles, una massiccia cancellazione di voli ha colpito i viaggiatori nella giornata di domenica, in seguito a un attacco informatico verificatosi venerdì contro un fornitore esterno. In totale, 44 voli sono stati coinvolti: 38 cancellati e 6 dirottati verso altri aeroporti, secondo quanto riferito da un portavoce dello scalo. Sebbene inizialmente fosse stata proposta la cancellazione di circa metà dei 257 voli previsti, il numero finale di voli toccati è stato inferiore.

    A causa dei persistenti problemi tecnici, tutte le operazioni di check-in vengono ancora gestite manualmente, nonostante il rafforzamento del personale. Le autorità hanno segnalato che si prevedono ulteriori ritardi e lunghe attese per i passeggeri, sia nelle procedure di registrazione che nei voli in partenza.

    I responsabili dell’aeroporto invitano solo i viaggiatori con voli confermati a presentarsi in aeroporto, consigliando di arrivare due ore prima per le partenze nell’area Schengen e tre ore per i voli internazionali. Da venerdì sera, diversi aeroporti europei sono stati colpiti dalla stessa offensiva informatica, tra cui servizi gestiti dalla società americana Collins Aerospace. Al momento, non si conoscono tempistiche certe per la completa risoluzione del problema e si raccomanda di verificare lo stato del volo con la compagnia aerea.

  • In Belgio, incidenti tra bici e auto: sorpassi pericolosi ancora troppo frequenti

    In Belgio, incidenti tra bici e auto: sorpassi pericolosi ancora troppo frequenti

    Secondo una ricerca recentemente condotta nella Regione della Vallonia, circa il 30% degli incidenti che coinvolgono ciclisti avviene quando un veicolo a motore supera una bicicletta. I risultati dello studio sono stati diffusi dall’Agenzia Regionale per la Sicurezza Stradale durante la settimana della mobilità, attirando l’attenzione sull’importanza della sicurezza dei ciclisti nelle strade valloni.

    Nel 2024 sono stati registrati circa 870 incidenti in cui erano coinvolti ciclisti e che sono stati segnalati alla polizia nella regione. Tuttavia, gli esperti sottolineano che il numero reale potrebbe essere molto più elevato, visto che solo il 10% degli incidenti finisce nelle statistiche ufficiali. Nell’ambito dell’indagine, sono stati intervistati quasi 900 ciclisti abituali che hanno avuto un incidente negli ultimi 12 mesi.

    La maggior parte degli incidenti (62%) si verifica durante gli spostamenti quotidiani per lavoro, scuola o attività come la spesa. Il rischio aumenta ulteriormente nelle ore di traffico intenso del mattino e della sera, quando si verifica il 51% degli incidenti. Il 59% degli incidenti vede il ciclista protagonista da solo, ma tra quelli che coinvolgono veicoli a motore, il sorpasso rappresenta il 30% dei casi, seguito dalla mancata precedenza agli incroci (24%) e dall’interferenza di altri utenti della strada (7%). In entrambi i casi, sia nelle cadute singole (74%) sia negli scontri con altri veicoli (67%), le lesioni sono frequenti, con danni più gravi quando sono coinvolti veicoli a motore.

  • Orman yangınları in Europa causano emissioni record di carbonio e preoccupazioni per l’ambiente

    Orman yangınları in Europa causano emissioni record di carbonio e preoccupazioni per l’ambiente

    Nel 2025, le emissioni di carbonio causate dagli incendi boschivi in Europa hanno raggiunto il livello più alto mai registrato dal monitoraggio effettuato dal sistema satellitare Copernicus dell’Unione Europea. I dati pubblicati indicano che tra l’inizio dell’anno e il 15 settembre, circa 12,9 megatoni di carbonio sono stati rilasciati nell’atmosfera, superando i precedenti record del 2003 e 2017, che si fermavano a 11,4 megatoni. Gli esperti sottolineano che la stagione degli incendi non è ancora finita e che il totale delle emissioni potrebbe quindi continuare a salire.

    Secondo Copernicus, circa un terzo delle emissioni totali di quest’anno proviene dal Portogallo, mentre una parte significativa arriva dalla Spagna, paesi fortemente colpiti dagli incendi di agosto. Anche altre aree come la Turchia, Cipro e diversi stati dei Balcani hanno subito gravi incendi boschivi. Il Sud-Est europeo, in particolare, sta vivendo una delle stagioni di incendi più intense degli ultimi anni, con danni ambientali considerevoli e forti preoccupazioni tra le autorità locali e internazionali.

    Oltre agli incendi, l’estate 2025 è stata caratterizzata da un’alta concentrazione di polveri sahariane e da livelli di ozono al suolo spesso superiori ai limiti di legge a causa delle elevate temperature. Secondo gli esperti, la crisi climatica sta aggravando sia la frequenza sia l’intensità degli incendi boschivi, portando a emissioni sempre più elevate. Per questo motivo, viene sollecitata una revisione urgente delle politiche climatiche dell’Unione Europea, al fine di ridurre il rischio di catastrofi ambientali future.

  • Nuove proposte su dazi e sanzioni UE verso Israele per le operazioni nella Striscia di Gaza

    Nuove proposte su dazi e sanzioni UE verso Israele per le operazioni nella Striscia di Gaza

    La Commissione Europea ha presentato agli Stati membri nuove proposte di sanzioni economiche e politiche nei confronti di Israele, a seguito delle operazioni militari condotte nel territorio della Striscia di Gaza. Tra le misure proposte figurano la sospensione dei vantaggi commerciali previsti dall’Accordo di Partenariato del 2000 e l’introduzione di dazi doganali su alcuni prodotti importati da Israele. Qualora il partenariato venisse sospeso, il commercio europeo si vedrebbe applicare circa 220 milioni di euro di dazi aggiuntivi l’anno su alcune merci israeliane.

    La presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva già anticipato queste nuove misure durante il suo recente discorso sullo Stato dell’Unione. Le proposte saranno ora sottoposte al voto degli Stati membri: per le misure commerciali sarà necessaria la maggioranza qualificata, mentre per le sanzioni individuali servirà l’unanimità. Tra i soggetti colpiti dai provvedimenti figurano coloni israeliani violenti, ministri di estrema destra e membri di Hamas, oltre alla sospensione temporanea degli aiuti finanziari bilaterali.

    L’Alta rappresentante per gli Affari esteri dell’UE Kaja Kallas ha dichiarato che l’obiettivo non è punire Israele, ma migliorare la situazione umanitaria a Gaza e spingere il governo israeliano a cambiare rotta. Kallas ha sottolineato come la situazione nella Striscia peggiori di giorno in giorno, richiamando la necessità di agire con fermezza. Intanto, una commissione indipendente delle Nazioni Unite ha accusato Israele di genocidio a Gaza dall’ottobre 2023, mentre la Commissione Europea ha rinnovato l’appello per un cessate il fuoco dopo l’attacco mortale avvenuto a Gerusalemme.

  • Uno su cinque fuori dal mercato del lavoro: il rapporto sulla sfida occupazionale UE

    Uno su cinque fuori dal mercato del lavoro: il rapporto sulla sfida occupazionale UE

    Secondo il rapporto 2025 della Commissione Europea su occupazione e sviluppo sociale, circa 51 milioni di persone, ovvero un abitante su cinque dell’Unione Europea, rimangono ancora al di fuori del mercato del lavoro. Tra questi, prevalgono donne, persone tra i 55 e i 64 anni, migranti e persone con disabilità. Il documento evidenzia che una maggiore integrazione di questi gruppi potrebbe compensare la perdita di forza lavoro dovuta ai cambiamenti demografici e ridurre la carenza di personale qualificato in molti settori.

    L’obiettivo fissato dall’UE è di portare il tasso di partecipazione al lavoro al 78% entro il 2030, ma persistono ancora forti disparità. La partecipazione femminile è inferiore di circa 10 punti percentuali rispetto a quella maschile: su 32 milioni di donne al di fuori del mercato del lavoro, la maggior parte indica la cura della casa e dei figli, i servizi insufficienti per l’infanzia e sistemi fiscali e previdenziali disincentivanti come cause principali. Il rapporto mette in evidenza come migliorare i servizi di assistenza all’infanzia possa aumentare l’occupazione femminile in alcuni Paesi anche del 30% e incrementare il PIL dell’UE dell’1,7%.

    Le criticità riguardano anche altre categorie vulnerabili. Per esempio, oltre 7 milioni di migranti restano esclusi dal lavoro a causa di barriere linguistiche, difficoltà nel riconoscimento delle qualifiche, discriminazioni e ostacoli burocratici, con un rischio povertà del 38%. Sul fronte delle persone con disabilità, solo il 56,4% tra gli adulti in età lavorativa lavora, a fronte dell’84% delle persone senza disabilità. Gli esperti suggeriscono misure come la formazione professionale, incentivi fiscali, supporto per la ricerca di lavoro, programmi specifici di assunzione e normative più inclusive come strumenti chiave per aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e favorire la coesione sociale.

  • Candida auris si diffonde rapidamente negli ospedali: allarme dei medici in Europa

    Candida auris si diffonde rapidamente negli ospedali: allarme dei medici in Europa

    Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, il fungo Candida auris resistente ai farmaci si sta diffondendo rapidamente negli ospedali europei. Le autorità sanitarie lanciano l’allarme e chiedono misure urgenti per arginare questa minaccia, che può causare gravi infezioni soprattutto nei pazienti più vulnerabili. Il fungo, secondo gli esperti, rappresenta un rischio concreto poiché sfugge facilmente ai trattamenti convenzionali e risulta difficile da eliminare negli ambienti ospedalieri.

    Tra il 2013 e il 2023 sono stati segnalati oltre 4.000 casi di Candida auris nell’Unione europea e nei paesi vicini, con un aumento significativo dei contagi negli ultimi anni. Spagna, Grecia, Italia, Romania e Germania risultano i paesi più colpiti, mentre a Cipro, Francia e Germania sono stati registrati più di 50 nuovi casi solo negli ultimi mesi. Nel 2023 la presenza del fungo è stata confermata in 18 paesi diversi del continente.

    Le attuali strategie di disinfezione adottate negli ospedali si sono dimostrate spesso insufficienti contro il fungo, che può sopravvivere a lungo sulle superfici. Solo 17 paesi europei dispongono di programmi nazionali di sorveglianza specifici per la Candida auris e sono 15 quelli che hanno preparato linee guida dedicate alla prevenzione e al controllo delle infezioni. Gli esperti sottolineano che i sintomi sono poco specifici, come febbre e brividi, rendendo necessaria la conferma tramite test di laboratorio. Il fungo tende a diffondersi attraverso pazienti ricoverati in altri paesi, il che aumenta il rischio di importazione e nuovi focolai. L’ECDC raccomanda di rafforzare i controlli e le attività di prevenzione, sottolineando l’importanza di imparare dalle esperienze delle epidemie passate e di prestare particolare attenzione alla preparazione contro questa nuova minaccia.

  • La Niña in arrivo: avvisi globali e settori in allerta per impatti meteorologici e climatici

    La Niña in arrivo: avvisi globali e settori in allerta per impatti meteorologici e climatici

    La World Meteorological Organization ha lanciato un allarme riguardo all’evento climatico La Niña, che dovrebbe iniziare nel mese di settembre e potrebbe provocare importanti effetti su scala globale. La Niña si manifesta in genere con un raffreddamento anomalo delle acque superficiali nell’oceano Pacifico tropicale, causando forti variazioni meteorologiche in tutto il mondo. Gli esperti sottolineano la necessità di rivedere le pianificazioni in vari settori chiave, dall’agricoltura all’energia.

    Le autorità competenti hanno riferito che i modelli climatici hanno già rilevato segnali precoci dell’arrivo di La Niña, aggiornando le previsioni di conseguenza. Tuttavia, le probabilità che si verifichi una nuova fase di El Niño nel periodo compreso tra settembre e dicembre sono ritenute molto basse. Secondo la World Meteorological Organization, i cambiamenti attesi nel clima influenzeranno in modo significativo venti, precipitazioni e temperature in molte regioni del pianeta.

    Gli esperti avvertono che nel periodo di La Niña ci si potrebbe trovare di fronte a siccità e piogge estreme, sottolineando l’importanza per tutti i settori di predisporre misure preventive. Le autorità hanno anche evidenziato che sistemi rinforzati di allerta precoce possono far risparmiare milioni di euro e salvare vite umane, riducendo i potenziali danni causati dai fenomeni atmosferici estremi.

  • In forte calo le richieste di asilo in Europa, report dell’Agenzia Europea diffuso lunedì

    In forte calo le richieste di asilo in Europa, report dell’Agenzia Europea diffuso lunedì

    Secondo il rapporto diffuso lunedì dall’Agenzia Europea per l’Asilo, nei primi sei mesi dell’anno si è registrato un calo del ventitré percento nelle richieste d’asilo presentate nei ventisette paesi dell’Unione Europea, oltre che in Norvegia e Svizzera, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il rapporto sottolinea che dall’inizio dell’anno si sono verificate modifiche rilevanti nella situazione dei richiedenti asilo in Europa.

    Il calo delle domande è attribuito principalmente agli avvenimenti che hanno seguito la caduta del presidente siriano Bashar al-Assad lo scorso dicembre. Per dieci anni i cittadini siriani hanno guidato le statistiche delle richieste d’asilo, ma negli ultimi mesi il loro numero è diminuito di circa due terzi. Adesso, la nazionalità più rappresentata fra i richiedenti è quella venezuelana.

    Nel periodo esaminato, la maggior parte delle domande – quasi settantasettemila – è stata presentata in Francia, seguita da Spagna e Germania. Il Belgio occupa la sesta posizione, con diciassettemilacinquecento richieste provenienti soprattutto da Afghanistan, Palestina ed Eritrea. Vale la pena ricordare che quattro milioni e trecentomila cittadini ucraini usufruiscono attualmente della protezione temporanea nell’Unione Europea dopo l’invasione russa.