Autore: admin

  • Colon cancro: emerge in Belgio la scarsa consapevolezza e l’importanza dello screening regolare

    Colon cancro: emerge in Belgio la scarsa consapevolezza e l’importanza dello screening regolare

    In Belgio, il cancro al colon rappresenta la seconda causa di morte per tumore dopo quello ai polmoni. Nonostante la gravità della malattia, una recente ricerca ha evidenziato che oltre due terzi della popolazione non ha informazioni sufficienti su questa patologia. Gli specialisti sottolineano che il carcinoma colo-rettale, in particolare, spesso non presenta sintomi nelle fasi iniziali e questo contribuisce al fatto che se ne parli poco nella società.

    Il chirurgo Julien Munck mette in evidenza l’importanza dei controlli regolari, spiegando che “di solito i segnali arrivano tardi; ecco perché sottoporsi a screening periodici è fondamentale. Se la diagnosi viene fatta in fase precoce, il tasso di guarigione può arrivare fino al 90%. Prima si interviene, maggiori sono le probabilità di successo della terapia”. Le linee guida consigliano controlli specifici soprattutto per chi ha una familiarità per questo tipo di tumore.

    Il cancro al colon colpisce circa una persona su venti in Belgio. Gli esperti raccomandano lo screening tramite test da effettuare comodamente a casa, inviati per posta a partire dai 50 anni, ma chi ha casi simili in famiglia dovrebbe iniziare i controlli anche prima. Tra i sintomi principali ci sono presenza di sangue nelle feci, stanchezza inspiegabile, perdita di peso, diarrea o stitichezza ricorrenti. Dato che questi segnali possono essere scambiati per disturbi meno gravi come emorroidi o ragadi, spesso vengono sottovalutati. Tuttavia, rivolgersi a un medico ai primi sospetti è essenziale per diagnosticare tempestivamente la malattia.

  • Atlantico nord-orientale: scatta l’allarme, forte taglio alla pesca dell’uskomru proposto per il duemilaventicinque

    Atlantico nord-orientale: scatta l’allarme, forte taglio alla pesca dell’uskomru proposto per il duemilaventicinque

    Nella zona nord-est dell’Oceano Atlantico, la pesca dello sgombro rischia una significativa riduzione a partire dal 2026. Gli scienziati sottolineano che questo intervento è necessario per proteggere la specie, suggerendo che la quantità di pesca permessa l’anno prossimo dovrebbe calare del 77% rispetto al 2025. L’annuncio arriva dal Consiglio Internazionale per l’Esplorazione del Mare (ICES) e mette in evidenza la criticità della situazione.

    Dopo anni considerati sostenibili, negli ultimi tempi si è assistito a un preoccupante declino della popolazione di sgombri. A causa di questo calo, nel 2019 era già stata sospesa la certificazione MSC, rilasciata solo alle attività di pesca che garantiscono bassi impatti sugli stock, sulle catture accessorie e sui fondali marini.

    WWF, riprendendo l’appello di ICES, ha lanciato un nuovo avviso pubblico sottolineando la gravità della situazione della specie. L’organizzazione raccomanda di non consumare più sgombri, un messaggio già sostenuto ad aprile dall’associazione ambientalista Good Fish, che aveva esortato a non acquistare sgombri e aringhe provenienti dall’Atlantico. Tuttavia, queste proposte vengono criticate dalle organizzazioni del settore ittico, come la Visfederatie, secondo cui avrebbero gravi conseguenze per la pesca olandese; la federazione sottolinea inoltre che la responsabilità della pesca eccessiva ricade soprattutto su Norvegia e le Isole Faroe, mentre pescatori e consumatori europei ne subiscono le conseguenze negative.

  • Preoccupazione crescente tra i cittadini in Belgio per il calo del potere d’acquisto

    Preoccupazione crescente tra i cittadini in Belgio per il calo del potere d’acquisto

    Un recente sondaggio pubblicato il 26 settembre dal Barometro RTL info – Ipsos – Le Soir ha evidenziato la profonda preoccupazione dei belgi per la perdita del potere d’acquisto. La ricerca, che ha coinvolto 2600 partecipanti provenienti da diverse regioni del paese, rivela che il 73% degli intervistati ritiene di avere meno potere d’acquisto da quando il governo guidato da Bart De Wever è entrato in carica il 3 febbraio 2025.

    Solo un terzo dei partecipanti si dice fiducioso che le riforme fiscali annunciate dall’esecutivo porteranno a un aumento concreto dello stipendio netto. Bernard Demonty, responsabile della sezione politica di Le Soir, ha commentato che molti cittadini hanno iniziato a dubitare da mesi della promessa di un incremento annuo di 500 euro e che questo ha generato una perdita di fiducia nelle istituzioni.

    Il supporto complessivo al governo si attesta oggi al 34%, secondo i dati dell’indagine condotta online tra il 16 e il 23 settembre, con un campione composto da 1000 cittadini della Vallonia, 1000 delle Fiandre e 600 di Bruxelles. Il margine di errore è stimato al ±3,1% per Vallonia e Fiandre, e al ±4% per Bruxelles. Il diffuso disagio causato dalla diminuzione del potere d’acquisto potrebbe intensificare il dibattito sull’economia nelle prossime settimane.

  • Germania, record storico degli occupati tra cinquantacinque e sessantacinque anni nel duemilaventiquattro

    Germania, record storico degli occupati tra cinquantacinque e sessantacinque anni nel duemilaventiquattro

    Secondo i dati pubblicati dalla Agenzia Federale per l’Impiego tedesca relativi al 2024, circa 7,8 milioni di persone tra i 55 e i 65 anni risultano attualmente occupate in Germania. Questa cifra rappresenta il 23% della forza lavoro totale del Paese, segnando il più alto livello mai registrato fino ad oggi.

    Gli esperti collegano questa crescita principalmente all’entrata della generazione dei Baby Boomer (nati tra il 1946 e il 1964) in questa fascia d’età, fattore che ha causato l’aumento dei lavoratori anziani. Negli ultimi dieci anni, la percentuale degli over 55 impiegati è salita dal 17% al 23%, e si prevede che questa tendenza continuerà anche nel 2025. Solo a febbraio 2025, il numero di dipendenti anziani è cresciuto di 66 mila unità rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

    Analizzando la distribuzione settoriale, si osserva un incremento nell’occupazione degli over 55 nei servizi, mentre nell’industria manifatturiera si registra una leggera flessione. Nel settore pubblico, il 29% degli impiegati rientra in questa fascia d’età, una quota particolarmente elevata. Nel campo della sanità, invece, si stima che un lavoratore su cinque andrà in pensione nei prossimi dieci anni per motivi anagrafici. L’Agenzia Federale sottolinea che il calo delle persone in età lavorativa, dovuto all’invecchiamento generale della popolazione, porterà a cambiamenti profondi e duraturi nel mercato del lavoro, rendendo fondamentale valorizzare l’esperienza dei lavoratori senior e offrire loro pari opportunità di reinserimento.

  • Giro di vite sui prezzi alimentari in Europa: l’impatto sui redditi più bassi diventa critico

    Giro di vite sui prezzi alimentari in Europa: l’impatto sui redditi più bassi diventa critico

    Secondo i dati diffusi dalla Banca Centrale Europea, dall’autunno del 2019 i prezzi dei principali prodotti alimentari in Europa sono aumentati in media del 33%. Questo fenomeno, benché l’inflazione generale nell’area euro sia scesa fino al 2%, rappresenta ancora una delle sfide più sentite dai cittadini nella vita quotidiana. Le famiglie, soprattutto quelle con redditi più bassi, risentono profondamente di questi aumenti, che gravano pesantemente sul bilancio domestico.

    L’incremento dei prezzi varia significativamente da paese a paese: dall’aumento del 20% registrato a Cipro, passando per il 28% in Italia e fino ad arrivare al 52% in Slovacchia. Nei Paesi Baltici, la crescita supera addirittura il 50%, trasformando l’accesso ai beni essenziali in un problema sociale di primo piano. Tra i prodotti maggiormente interessati dai rincari ci sono carne, latte, burro e soprattutto olio d’oliva, quest’ultimo colpito da gravi siccità che hanno drasticamente ridotto la produzione, in particolare nel sud della Spagna.

    Gli esperti attribuiscono questi rincari a diversi fattori: l’instabilità dei mercati di energia e fertilizzanti dovuta alla guerra in Ucraina, eventi climatici estremi che compromettono i raccolti, e l’aumento globale dei costi delle materie prime e del lavoro. Nonostante un parziale recupero dei salari negli ultimi due anni, il caro-vita resta percepito nella quotidianità e l’ultimo monitoraggio dell’ECB prevede che nel 2025 i prezzi alimentari cresceranno ancora del 3,2% annuo. Questo scenario alimenta timori per la sicurezza alimentare e la stabilità sociale in tutta Europa, soprattutto tra i nuclei famigliari già più vulnerabili alle difficoltà economiche.

  • Controversia su Fluvius e Alektum: aziende accusate di addebiti e azioni senza consenso

    Controversia su Fluvius e Alektum: aziende accusate di addebiti e azioni senza consenso

    In Belgio, è scoppiata una polemica riguardante la società elettrica Fluvius e l’agenzia di recupero crediti Alektum, entrambe finite sotto accusa per aver inviato a diverse imprese bollette senza firma né approvazione. Secondo quanto emerso, Fluvius avrebbe aperto abbonamenti e inviato fatture senza il consenso o la conoscenza delle aziende coinvolte e, in caso di mancato pagamento, Alektum avrebbe intrapreso direttamente azioni di riscossione coattiva.

    Le imprese colpite hanno segnalato che, qualora non vengano saldate le fatture contestate, Alektum avvia immediatamente procedimenti di sequestro, senza alcun preavviso o comunicazione preventiva. Questo modus operandi sta alimentando il malcontento nei confronti di Fluvius, già duramente criticata dall’opinione pubblica per la mancanza di trasparenza e controlli adeguati.

    Un aspetto particolarmente preoccupante è che abbonamenti vengono spesso attivati da terzi senza alcuna verifica da parte di Fluvius, permettendo così l’apertura di rapporti contrattuali non voluti dalle aziende. Di conseguenza, le imprese si trovano a dover affrontare procedure di riscossione e costi legali senza aver mai richiesto il servizio. Gli esperti sottolineano la necessità di accertare l’origine delle fatture e la correttezza delle procedure di riscossione, per garantire la tutela dei diritti delle parti coinvolte.

  • In Belgio raddoppia chi va al lavoro in bicicletta: aumentano incentivi e beneficiati

    In Belgio raddoppia chi va al lavoro in bicicletta: aumentano incentivi e beneficiati

    In Belgio, il numero di lavoratori che utilizza la bicicletta per raggiungere il posto di lavoro è quasi raddoppiato rispetto al 2019. Secondo un’analisi della società di risorse umane SD Worx, svolta in occasione della Settimana della Mobilità Sostenibile, nei primi sei mesi dell’anno l’indennità media per i viaggi in bicicletta è salita a circa 45 euro al mese, con una media annuale di circa 350 euro per persona.

    L’indagine, che ha coinvolto oltre 185 mila dipendenti del settore privato, rivela che nel maggio scorso uno su sette lavoratori ha raggiunto il proprio ufficio in bicicletta, contro uno su quattordici nello stesso periodo del 2019. Nel solo mese di marzo, il 13% dei dipendenti ha utilizzato la bici ricevuto l’indennità corrispondente, una percentuale mai registrata nemmeno nei mesi estivi degli anni precedenti.

    I dati mostrano una forte differenza tra le regioni: nelle Fiandre il 40% dei datori di lavoro offre indennità bici e il 20% dei lavoratori ne usufruisce, mentre in Vallonia queste percentuali scendono al 13% e al 2,5%. Bruxelles si colloca a metà strada, con il 28% di aziende che offrono l’incentivo e il 7% di lavoratori che vanno in bicicletta. Gli esperti sottolineano che, pur essendo le stagioni calde più favorevoli, cresce il numero di chi sceglie la bici anche nelle altre stagioni. SD Worx evidenzia inoltre che promuovere l’utilizzo delle due ruote apporta benefici sia per l’ambiente che per la salute dei lavoratori.

  • Controlli aeroportuali, l’Unione Europea aumenta a due litri il limite per i liquidi nel bagaglio

    Controlli aeroportuali, l’Unione Europea aumenta a due litri il limite per i liquidi nel bagaglio

    L’Unione Europea ha annunciato la progressiva abolizione del limite di 100 millilitri di liquidi nei bagagli a mano, vigente dal 2006 nei controlli di sicurezza aeroportuali. Con l’introduzione di scanner a tomografia computerizzata (CT) di ultima generazione, i viaggiatori potranno trasportare fino a 2 litri di liquidi nei propri bagagli a mano senza la necessità di suddividerli in piccoli contenitori trasparenti.

    La regola dei 100 millilitri, imposta in passato per ridurre il rischio di esplosivi, obbligava i passeggeri a inserire tutti i liquidi in sacchetti trasparenti separati. Grazie ai nuovi scanner, in grado di analizzare accuratamente anche grossi volumi di liquidi, le restrizioni diventano meno stringenti senza compromettere la sicurezza. In Italia, il sistema è già operativo negli aeroporti di Roma Fiumicino, Milano Linate e Milano Malpensa, mentre a Dublino e in diversi aeroporti del Regno Unito la nuova norma è già pienamente attiva.

    Secondo gli esperti del settore, il cambiamento ridurrà notevolmente i tempi di attesa ai controlli di sicurezza e semplificherà le procedure per i passeggeri. Tuttavia, la transizione non sarà immediata per tutti: il costo elevato delle nuove apparecchiature farà sì che in molti aeroporti europei il limite di 100 millilitri resterà valido ancora per qualche tempo. Le autorità prevedono che la maggior parte degli scali adotterà il nuovo sistema entro la fine del 2025.

  • Porta l’arancia: miglioramenti per colesterolo e pressione secondo recenti studi scientifici italiani

    Porta l’arancia: miglioramenti per colesterolo e pressione secondo recenti studi scientifici italiani

    Secondo nuove ricerche scientifiche, consumare regolarmente succo d’arancia potrebbe avere effetti positivi sia sui livelli di colesterolo che sulla pressione sanguigna. Colesterolo alto e ipertensione sono tra i principali fattori di rischio per patologie gravi come ictus e infarto. Mentre una corretta alimentazione aiuta a tenere sotto controllo questi valori, alcuni alimenti come il succo d’arancia possono offrire benefici aggiuntivi.

    Uno studio pubblicato sulla rivista “Lipids in Health and Disease” nel 2023 ha mostrato che bere due bicchieri di succo d’arancia al giorno ha portato a una significativa riduzione del colesterolo totale in 129 volontari, sia in persone con livelli normali che elevati di colesterolo. Ulteriori analisi hanno evidenziato effetti positivi anche sul cosiddetto “colesterolo cattivo” (LDL), mentre i valori di colesterolo totale e “buono” (HDL) non sono cambiati in modo rilevante.

    Anche la pressione arteriosa è al centro degli studi: una ricerca pubblicata sul “European Journal of Nutrition” nel 2021 ha registrato una diminuzione della pressione dopo 12 settimane di consumo di succo d’arancia, associando questo risultato al contenuto di esperidina, una sostanza presente nell’agrume. Nonostante i benefici, gli esperti raccomandano attenzione alle quantità, poiché un bicchiere può contenere circa 24 grammi di zucchero; per questo chi soffre di diabete o vuole controllare il peso dovrebbe moderare il consumo.

  • Scoperto nel Pacifico un virus gigante con la coda più lunga mai osservata finora

    Scoperto nel Pacifico un virus gigante con la coda più lunga mai osservata finora

    Un team di ricercatori della Cornell University ha annunciato la scoperta di un nuovo virus gigante, denominato PelV-1, nelle acque del Nord Pacifico. Questo virus si distingue per la presenza di una coda lunga ben 2,3 micrometri, la più estesa mai osservata finora nel campo della virologia. La forma particolare di PelV-1, simile a una pinna, e il suo comportamento predatorio a livello microscopico hanno destato grande interesse nella comunità scientifica.

    PelV-1 prende di mira le alghe unicellulari del genere Pelagodinium, considerate un elemento fondamentale per la sopravvivenza degli ecosistemi oceanici in quanto situate alla base della catena alimentare. Queste microalghe vengono poi consumate da zooplancton e pesci, giocando così un ruolo critico nel sostenere la vita marina. Gli studiosi hanno osservato che la lunga coda del virus serve per attaccarsi alla cellula ospite e permettere l’iniezione del materiale genetico, per poi scomparire totalmente dopo l’inizio dell’infezione.

    Le analisi genetiche hanno evidenziato che PelV-1 presenta una struttura genetica straordinariamente complessa, con geni dedicati alla produzione di energia e a particolari complessi per la raccolta della luce. Questa caratteristica suggerisce un’adattabilità specifica alle zone oceaniche ricche di luce solare e separa PelV-1 dalla maggior parte dei virus più conosciuti. Il ritrovamento di virus giganti come PelV-1 amplia la nostra comprensione di questi organismi e fa ipotizzare che il loro ruolo negli ambienti naturali sia ben più importante di quanto creduto fino ad oggi; alcune ricerche recenti, inoltre, evidenziano che certi virus giganti potrebbero addirittura aiutare a limitare parassiti nocivi per l’uomo.