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  • Aeroporti europei segnano un record storico di passeggeri nella prima metà del duemilaventiquattro

    Aeroporti europei segnano un record storico di passeggeri nella prima metà del duemilaventiquattro

    Secondo i dati diffusi da ACI Europe, il numero di passeggeri negli aeroporti europei nei primi sei mesi del 2025 ha superato 1 miliardo e 73 milioni, con un aumento del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo rende il primo semestre del 2025 il più trafficato di sempre nella storia degli aeroporti europei. In particolare, la crescita è stata trainata dal traffico internazionale, che ha registrato un incremento del 5,7%.

    Il volume di passeggeri raggiunto nei primi sei mesi dell’anno supera anche quello dell’ultimo anno prima della pandemia: rispetto al primo semestre 2019, l’aumento è del 5,1%. Nel dettaglio, nel primo semestre 2019 gli aeroporti europei avevano accolto circa 1 miliardo e 15 milioni di viaggiatori. Tra i Paesi che hanno registrato le impennate più significative figurano la Slovacchia, con una crescita del 19,2%, la Polonia con il 14,9% e l’Ungheria con il 14,2% in più di passeggeri.

    In risposta a questa ondata di viaggiatori, l’aeroporto di Bruxelles ha annunciato un investimento di 500 milioni di euro destinato all’aumento della capacità e alla modernizzazione delle sue strutture. Il progetto prevede lavori di ampliamento e miglioramento in diverse aree dell’aeroporto. Nel primo semestre del 2025, Bruxelles ha accolto 11,28 milioni di passeggeri, segnando un incremento del 4% rispetto allo scorso anno, il valore più alto registrato dalla struttura dal 2019. I dati di ACI Europe evidenziano come gli aeroporti continentali stiano vivendo una decisa ripresa dopo il periodo di crisi legato alla pandemia.

  • Nuove regole per i liquidi nei voli: via libera alle nuove tecnologie dalla Commissione UE

    Nuove regole per i liquidi nei voli: via libera alle nuove tecnologie dalla Commissione UE

    L’Unione Europea ha deciso di modificare le restrizioni sui liquidi consentiti nel bagaglio a mano degli aerei, grazie all’approvazione di nuovi scanner avanzati da parte della Commissione Europea. Questi dispositivi di ultima generazione, basati sulla tomografia computerizzata, sono in grado di rilevare facilmente liquidi pericolosi come potenziali esplosivi, permettendo così l’abolizione delle vecchie limitazioni. I primi aeroporti ad adottare questa tecnologia sono principalmente in Germania, ma l’introduzione è prevista anche in altri Paesi membri.

    Attualmente, circa settecento scanner sono stati installati o sono pronti all’uso negli aeroporti dei Paesi dell’Unione. L’Associazione degli Aeroporti Tedeschi ha accolto con favore questa innovazione, sottolineando come quasi cinquantacinquemila passeggeri al giorno potranno beneficiare di procedure più semplici e rapide nei controlli di sicurezza. Tuttavia, è stato segnalato che negli scali maggiori come Francoforte e Monaco ci vorrà ancora un po’ di tempo perché tutti i varchi e gate siano pienamente attrezzati con i nuovi dispositivi.

    Gli esperti ricordano che la limitazione sui liquidi, introdotta nel 2006, era stata una misura fondamentale contro la minaccia terroristica. Ora, l’avvento di queste nuove tecnologie promette di mantenere alto il livello di sicurezza, facilitando al contempo il flusso dei viaggiatori e riducendo disagi e tempi di attesa. Resta comunque necessario compiere ulteriori passi sul fronte della certificazione e della regolamentazione a livello europeo per una piena attuazione delle novità.

  • Diecimila hotel europei fanno causa a Booking per pratiche scorrette sulle tariffe online

    Diecimila hotel europei fanno causa a Booking per pratiche scorrette sulle tariffe online

    Più di diecimila hotel provenienti da diverse regioni d’Europa hanno avviato una causa collettiva contro Booking, la piattaforma di prenotazioni online con sede ad Amsterdam. Gli albergatori sostengono che la clausola ‘miglior prezzo’ imposta dal sito abbia causato consistenti perdite economiche e limitato la concorrenza, poiché impediva alle strutture di proporre prezzi più bassi sui propri siti rispetto a quelli esposti su Booking.

    La decisione della Corte di giustizia dell’Unione Europea del diciannove settembre duemilaventiquattro ha sottolineato che tali pratiche commerciali possono ridurre la concorrenza. In seguito all’entrata in vigore della Legge sui Mercati Digitali in Europa, Booking ha eliminato queste clausole, ma i rappresentanti degli hotel accusano la piattaforma di aver imposto condizioni ingiuste e costose per anni.

    Alexandros Vasilikos, portavoce dell’associazione HOTREC, ha dichiarato che gli albergatori europei intendono difendere i propri diritti unendosi. Questa causa collettiva viene vista come un passo decisivo nel settore del turismo continentale per contrastare l’influenza delle piattaforme digitali. Gli operatori del settore sperano che questa iniziativa possa mettere fine alle pratiche scorrette nei mercati digitali.

  • Diminuzione della durata del giorno: gli scienziati registrano una Terra che ruota più veloce

    Diminuzione della durata del giorno: gli scienziati registrano una Terra che ruota più veloce

    Il 4 agosto, la Terra ha completato la sua rotazione leggermente più rapidamente del previsto, facendo segnare una giornata più corta di circa 1,25 millisecondi rispetto allo standard. Gli scienziati hanno spiegato che si tratta del terzo episodio simile registrato durante l’estate di quest’anno, confermando così la rilevanza del fenomeno e l’aumento di questi eventi negli ultimi anni.

    Normalmente, un giorno dura ottantaseimilaquattrocento secondi, ma in questa occasione la Terra ha impiegato soltanto ottantaseimilanovecentonovantanove virgola novecentoottantasettecinque secondi per completare una rotazione. Gli esperti precisano che si tratta di un intervallo persino più breve di un battito di ciglia, ma che cambiamenti così piccoli possono essere innescati da fattori come la posizione della Luna, le maree, i venti atmosferici e i movimenti interni al nucleo terrestre.

    Storicamente, il rallentamento della Terra aveva portato all’aggiunta di secondi intercalari agli orologi mondiali. Oggi, invece, il recente aumento della velocità potrebbe richiedere la sottrazione di un secondo, cosiddetta “seconda intercalare negativa”. Sebbene la variazione sia impercettibile per la popolazione, può avere effetti significativi su strumenti che dipendono da una tempistica estremamente precisa, come i sistemi GPS. Per questo motivo, gli scienziati stanno studiando nuove strategie per adattare le applicazioni e le reti tecnologiche a questi possibili cambiamenti.

  • Polizia cerca uomo sospettato di molestie contro donne sul tram nelle Fiandre

    Polizia cerca uomo sospettato di molestie contro donne sul tram nelle Fiandre

    La polizia della regione fiamminga di Anversa, in Belgio, ha condiviso nuovi sviluppi sull’indagine relativa a casi di molestie ai danni di donne avvenuti su un tram. L’incidente si è verificato il 14 maggio, intorno a mezzogiorno, sulla linea 5 tra le fermate di Ten Eekhovelei e Meir. Gli agenti sono alla ricerca di un uomo di età compresa tra i venticinque e i ventisei anni, con capelli corti scuri, carnagione scura e vestiti completamente di nero.

    Secondo le descrizioni, il sospettato indossava scarpe da lavoro nere, uno zaino nero e un berretto nero. Più donne presenti sul mezzo pubblico hanno segnalato di essere state molestate durante il tragitto da questa persona. La polizia di Anversa sta analizzando con attenzione le immagini catturate dalle telecamere di sicurezza e le testimonianze raccolte sul posto per riuscire a identificarlo.

    Le autorità hanno lanciato un appello ai cittadini che possano riconoscere il sospettato o avere informazioni utili. Ogni dettaglio fornito dalla comunità potrebbe essere decisivo per fare luce sull’episodio e assicurare l’autore alle forze dell’ordine.

  • In Spagna il boom turistico esclude i residenti dalle spiagge familiari più amate

    In Spagna il boom turistico esclude i residenti dalle spiagge familiari più amate

    Il boom del turismo in Spagna sta trasformando le vacanze in un vero e proprio lusso per la popolazione locale. Continuo aumento dei prezzi di hotel e case vacanza ha costretto molti spagnoli a rinunciare alle loro tipiche destinazioni di mare, favorendo invece soluzioni alternative e meno costose nelle aree interne. Tra il 2023 e il 2024, oltre 800.000 residenti hanno smesso di scegliere le principali località costiere, mentre i turisti stranieri sono aumentati di circa 2 milioni.

    Si prevede che nel 2025 la Spagna possa superare la soglia dei 100 milioni di visitatori stranieri, consolidandosi come la seconda meta più visitata al mondo dopo la Francia. Tuttavia, questa crescita senza precedenti nel turismo sta creando una forte pressione sui prezzi, rendendo sempre più difficile per gli spagnoli accedere alle stesse mete. Molte persone, come la ventiseienne Wendy Davila, hanno dovuto rivedere i loro piani e spostarsi verso destinazioni meno conosciute e più economiche, come Burgos al posto delle spiagge andaluse.

    I dati delle agenzie analitiche confermano che negli ultimi tre anni i prezzi degli hotel sono saliti del 23%, raggiungendo una media di 136 euro a notte. Anche gli affitti turistici sono cresciuti di oltre il 20% dal 2023. Mentre i visitatori stranieri possono permettersi soggiorni medi di otto notti sulle spiagge più ambite, molti spagnoli sono costretti a dimezzare i giorni di vacanza e a trovare alternative più economiche, spesso con un budget quattro volte inferiore rispetto agli stranieri. Questo fenomeno sta rendendo i soggiorni nelle località marittime sempre più fuori portata per la clientela locale.

  • Non servono diecimila passi: bastano sette mila per vivere più sani, dicono gli scienziati

    Non servono diecimila passi: bastano sette mila per vivere più sani, dicono gli scienziati

    Un recente studio pubblicato su Lancet Public Health ha evidenziato che il famoso traguardo dei diecimila passi al giorno, considerato da molti indispensabile per una vita sana, potrebbe essere sopravvalutato. Gli esperti sottolineano che bastano settemila passi quotidiani per ottenere benefici significativi nella prevenzione delle malattie croniche. Secondo i ricercatori, l’origine dell’obiettivo dei diecimila passi sarebbe più collegata a strategie di marketing che a dati scientifici reali.

    Il team internazionale di esperti, composto da ricercatori australiani, britannici e norvegesi, ha analizzato i dati di circa centosessantamila adulti raccolti nell’ultimo decennio. I risultati mostrano che camminare settemila passi al giorno può ridurre il rischio di demenza del trentotto per cento, quello di problemi cardiovascolari del venticinque per cento e quello di cadute del ventotto per cento. Questi dati suggeriscono che anche obiettivi apparentemente più modesti possono apportare importanti vantaggi per la salute.

    Gli specialisti sottolineano inoltre l’importanza di una camminata regolare e a passo sostenuto per mantenersi in forma. Stephanie Towns della Yale University ha affermato che una passeggiata energica migliora sia l’ossigenazione del cervello che la circolazione sanguigna. In conclusione, invece di mirare semplicemente a raggiungere un alto numero di passi ogni giorno, gli esperti consigliano uno stile di vita attivo e costante per tutelare il proprio stato di salute.

  • Portogallo e Spagna in allerta, ondata di incendi spinge migliaia all’evacuazione

    Portogallo e Spagna in allerta, ondata di incendi spinge migliaia all’evacuazione

    Una serie di violenti incendi ha colpito le regioni settentrionali e centrali del Portogallo, portando il paese a dichiarare il massimo livello di allerta. Secondo il Servizio Nazionale di Protezione Civile, quest’anno sono già stati registrati ben centotrentadue episodi di incendi boschivi, segnando un record negativo per il 2024. Circa duemilasettecento vigili del fuoco, supportati da ventinove mezzi aerei, sono impegnati senza sosta nelle operazioni di spegnimento e nell’assistenza alle numerose persone costrette all’evacuazione.

    Le aree più gravemente colpite risultano essere quelle di Arouca, Penafiel, Ponte de Lima, Penamacor e Ponte da Barca. In diversi casi, incendi già sotto controllo hanno ripreso vigore a causa dei forti venti e delle temperature elevate. Sono venti le persone che hanno avuto bisogno di cure mediche, tra cui quattordici vigili del fuoco, mentre dai dati ufficiali risulta che oltre ventiduemila ettari di territorio sono andati distrutti dalle fiamme dall’inizio dell’anno.

    Situazione complessa anche in Spagna, dove per questa settimana si prevedono temperature vicine ai quaranta gradi. A Cuevas del Valle, nella provincia di Avila, le squadre di intervento stanno incontrando notevoli difficoltà a contenere un grande incendio alimentato dai venti forti. In provincia di Caceres sono già state evacuate circa duecento persone a scopo precauzionale, mentre nei pressi di Lleida è stato domato un altro incendio che aveva devastato circa tredici ettari e mezzo di terreno.

  • Grave incendi boschivi tra Sud Europa e Turchia: allerta per nuove ondate di calore

    Grave incendi boschivi tra Sud Europa e Turchia: allerta per nuove ondate di calore

    Negli ultimi giorni, gli incendi che hanno colpito il Sud Europa e la Turchia sono stati in gran parte domati, grazie all’intervento di migliaia di vigili del fuoco. Decine di migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa delle fiamme che hanno devastato vaste aree in Portogallo, Spagna, Cipro, Grecia e Italia, con migliaia di ettari ormai ridotti in cenere.

    Le autorità locali lanciano però l’allarme per i prossimi giorni: è attesa una nuova ondata di caldo che potrebbe aggravare ulteriormente la situazione. Il Servizio meteorologico spagnolo Aemet prevede un aumento consistente delle temperature e segnala che continua il rischio di nuovi incendi. In Portogallo, nonostante il rogo vicino a Ponte da Barca sia quasi sotto controllo, resta alta l’attenzione per possibili riaccensioni delle fiamme.

    Il bilancio di questa stagione, secondo i dati ufficiali, è pesantissimo. A Cipro sono già andati in fumo oltre tredicimila ettari di foresta, superando di gran lunga la media degli ultimi dieci anni. In Spagna e Portogallo si sfiora invece una perdita complessiva di settecentomila ettari. In Turchia, nel nord-ovest, gli incendi scoppiati a luglio hanno causato la morte di quattordici persone, tra le quali anche membri delle squadre di soccorso e vigili del fuoco.

  • Dopo forti tempeste tropicali cresce il rischio di malattie cardiovascolari in molte regioni

    Dopo forti tempeste tropicali cresce il rischio di malattie cardiovascolari in molte regioni

    Un gruppo di ricercatori delle università di Monash in Australia e Otago in Nuova Zelanda ha condotto un’analisi approfondita incrociando i dati di ricoveri ospedalieri tra il 2000 e il 2019 con 124 tempeste tropicali avvenute in Canada, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia e Vietnam. Dallo studio è emerso che nei due mesi successivi a una tempesta tropicale si verifica un picco di casi di malattie cardiovascolari. Inoltre, l’aumento delle ospedalizzazioni può persistere fino a sei mesi dopo l’evento climatico.

    I risultati dimostrano che uomini e donne tra i venti e i cinquantanove anni risentono maggiormente delle conseguenze sanitarie a lungo termine dopo il passaggio di tempeste tropicali. Simon Hales, ricercatore dell’Università di Otago, ha sottolineato che questi eventi naturali non provocano solo danni immediati, ma causano anche ripercussioni indirette importanti sulla salute della popolazione. La vulnerabilità cresce a causa dei danni alle infrastrutture e all’interruzione delle normali fonti di sostentamento.

    Gli esperti avvertono che il sistema sanitario deve essere maggiormente preparato a gestire l’ondata di pazienti nelle settimane e nei mesi successivi a grandi tempeste tropicali. L’indagine, pubblicata sulla rivista Science Advances, suggerisce di affrontare in modo più ampio le conseguenze sanitarie indirette dei cambiamenti climatici nelle politiche pubbliche, per limitare i rischi secondari dovuti a eventi meteorologici estremi.